L’INFANTARIO 1° DE MAIO Siamo in Africa, in uno dei suoi paesi più poveri, il Mozambico. La sua capitale si chiama Maputo e in essa vivono circa due milioni di persone. Tantissimi sono bambini e bambine che lavorano.Hanno meno di 14 anni, dovrebbero andare a scuola, giocare, avere tempo per riposare, e invece lavorano: negli orti familiari, nelle discariche, sulla strada, ovunque vi siano opportunità di guadagnare qualcosa per aiutare a far sopravvivere sé e la propria famiglia.Molti sono orfani. I loro genitori sono morti a causa della guerra e altri sono stati decimati dall’AIDS, dalla malaria o da altre malattie.  Una intera generazione dai 17 ai 35 anni è quasi del tutto scomparsa. I bambini e le bambine hanno solo i nonni e con loro costruiscono la speranza di vivere in modo più dignitoso. Li incontriamo per le strade della città di Maputo. In tanti chiedono l’elemosina. Li vediamo rovistare nei cassonetti della spazzatura nella ricerca di qualcosa da riciclare. Solo un bambino su tre è iscritto alla scuola elementare. Più del 50% dei bambini è in stato di malnutrizione. La loro speranza di vita è di arrivare, in media, ai 40 anni. In Italia speriamo di arrivare, dignitosamente, agli 80... È una situazione ingiusta a cui possiamo porre rimedio. Il Centro di accoglienza "1° de Maio” è situato al centro della città di Maputo, nell’avenida Edoardo Mondlane. Ospita bambini neonati e fino all’età di sette anni: orfani, abbandonati, dispersi, provenienti da ospedali o accompagnati dalle autorità di sicurezza. Accoglie anche alcuni bambini di età superiore con malattie croniche o con gravi malformazioni fisiche o psichiche. Nonostante la capienza sia di 50 bambini, il numero degli ospiti è permanentemente superiore. Vi operano 33 operatori in turni di lavoro che coprono le 24 ore del giorno, per l’intera settimana. La struttura amministrativa è carente. La direzione del centro non è, al di là dell’impegno e della buona volontà, organizzata in modo adeguato per rispondere alle necessità di gestione esistenti. Nell'istituto si trovano bambini disabili, con malattie mentali e sindrome di down, bambini sani e bambini affetti da AIDS accertato o a cui non è mai stato fatto il test. Non esiste un medico assegnato all'istituto che controlli periodicamente lo stato di salute e l'alimentazione dei bambini e in caso di emergenza i bambini devono essere trasportati a piedi all'ospedale centrale. Il personale di cura non è preparato a svolgere attività di supporto sanitario e psicologico ai bambini del Centro. Le spese per l'acquisto dei medicinali, inolte, sono tutte a carico dell'istituto e non si hanno fondi sufficienti per coprire tutte le esigenze. Al Centro 1° de Maio sono collegati altri quattro centri per l’infanzia, situati nella periferia di Maputo, le cui condizioni generali sono peggiori di quelle sinora descritte.
Il nostro obiettivo è quello di garantire il funzionamento del Centro di Maputo affinché funzioni efficacemente come centro di formazione per inserimento sociale dell’infanzia abbandonata della città. LE ATTIVITA’ CHE FAREMO - Acquistare gli arredi indispensabili al funzionamento del Centro
- Inviare i finanziamenti necessari per la fornitura di alimenti e di materiali sanitari indispensabili
- Garantire il monitoraggio dell’uso delle risorse e dei risultati raggiunti
- Concordare con le autorità locali il processo di riconoscimento dell’Infantario come Centro di Formazione e scuola della prima infanzia
- Contribuire al rifornimento di materiali didattici e al funzionamento delle attività formative e sociali
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