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PRIMOPIANO |
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La progettazione partecipata nella cooperazione territoriale
Giovedì 18 Febbraio 2010 dalle ore 9.30 alle ore 13.30 presso la sala Conferenze del I Piano dell’ex Monastero dei Teatini in Corso Vittorio Emanuele a Lecce.
Vedi il Comunicato Stampa |
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Ordine del giorno del Comune di Scandicci per la difesa dei diritti umani con l’associazione Articolo 28, partner di Armadilla. Leggi il comunicato stampa |
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Armadilla e 360°SUD sostengono il Progetto ROMA MAPUTO ANDATA E RITORNO per l'adozione del Centro 1° de Maio di Maputo in Mozambico. Anche il tuo contributo è importante. Il Progetto (PDF) Il Progetto Sanitario 2010 |
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Il 16, 17, 18 ottobre, a Lucca e Grosseto, ci sarà la prima "uscita" ufficiale di Articolo28, primo comitato nazionale per i Diritti Umani, che sta raccogliendo le firme per la prima proposta di Legge regionale (in Toscana) che costituisca una Consulta di Garanzia per i Diritti Umani. 
Il 16, a Lucca Articolo28 si lega alla mostra itinerante interattiva DIRITTOALFUTURO (fino al 18), mentre il 17 a Grosseto coglie l'occasione di un convegno nazionale sull'Identità locale.
Vedi il Comunicato Stampa - Vedi il pieghevole |
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Si terrà a Grosseto sabato 17 ottobre 2009 presso la SALA UNIVERSITA' di SIENA SEDE di GROSSETO Via Ginori il convegno "Dall'identità all'identità". Vedi la scheda - Vedi la lettera del Sindaco |
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Nel settembre del 2000, con l’approvazione unanime della Dichiarazione del Millennio 189 Capi di Stato e di Governo hanno sottoscritto un patto globale, un global deal, tra paesi ricchi e paesi poveri. Questo patto riconosce che, se si vuole sradicare la povertà e la malnutrizione, se si vogliono arrestare epidemie e virus come l’AIDS, se si vuole garantire istruzione, sanità e acqua potabile per tutti; c’e’ bisogno dell’impegno congiunto di tutti i paesi: dei paesi poveri e soprattutto di quelli ricchi.
Dalla Dichiarazione del Millennio sono stati estrapolati otto obiettivi (Millenniun Development Goals – MDGs) che individuano un percorso verso un mondo più giusto, più sicuro e sostenibile entro il 2015. I primi sette obiettivi contengono responsabilità a carico soprattutto (ma non solo) dei paesi più poveri: mandare i bambini e le bambine a scuola, garantire assistenza sanitaria di base, acqua potabile, investire di più nei servizi sanitari e nell’agricoltura. E poi c’e’ l’obiettivo 8 che identifica i compiti e le responsabilità dei paesi ricchi : promuovere un efficace partenariato internazionale.
1. Dimezzare la povertà e la malnutrizione entro il 2015 2. Assicurare l’istruzione elementare entro il 2015 3. Promuovere l’equità nell’educazione non oltre il 2015 4. Ridurre la mortalità infantile di 2/3 entro il 2015 5. Ridurre la mortalità materna di ¾ entro il 2015 6. Arrestare la diffusione del virus HIV/AIDS e di altre malattie entro il 2015 7. Assicurare la sostenibilità ambientale 8. Sviluppare una partnership globale a favore dello sviluppo (cooperazione, riduzione del debito, commercio)
In numerose sedi nazionali ed internazionali e’ stato più volte ribadito l’impegno di destinare lo 0,7% alla cooperazione allo sviluppo e alla lotta alla povertà. La media attuale tra tutti i paesi donatori e’ purtroppo solo dello 0,23% che equivale a un importo complessivo di 56 miliardi di dollari all’anno. Stime della Banca Mondiale e dell’ONU affermano che basterebbero 50 miliardi di dollari all’anno in più per realizzare gli obiettivi. Significa sempre raddoppiare la quantità attuale e garantirne la continuità nel tempo.
Dopo la conferenza di Monterrey, realizzata nel mese di marzo del 2002, alcuni paesi hanno preso seriamente questi impegni e hanno fissato delle date per lo 0,7%. (l’Irlanda nel 2008, il Belgio, la Finlandia nel 2010 e la Francia e Spagna nel 2012.
I paesi membri dell’Unione europea si sono comunque impegnati a raggiungere lo 0,7% entro il 2012.
Una volontà ancora troppo debole per assicurare che gli Obiettivi del millennio siano raggiunti entro il 2015. Il monitoraggio fatto dall’ UNDP (agenzia dell’ONU per lo sviluppo) dimostra che molti paesi ancora non sono in grado di assicurare il raggiungimento degli MDGs.
Lo studio ha dimostrato infatti che molti tra i paesi più poveri – 34 dei quali fanno parte dell’Africa subsahariana – sono in forte ritardo. Kofi Annan, ex segretario generale delle Nazioni Unite, ha affermato che c’è bisogno di ulteriori 40/70 miliardi di dollari l’anno per raggiungere gli Obiettivi del millennio. Il che significa appunto la necessità di raddoppiare gli attuali budget.
Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono ambiziosi, ma realizzabili, sia da un punto di vista finanziario che tecnologico. La comunità internazionale possiede tutte le risorse necessarie per far si che nel 2015 l’immagine di un migliore diventi una realtà concreta. La vera sfida da affrontare è la mancanza di volontà politica dei Governi. Ecco perché abbiamo bisogno che ogni cittadino si unisca a questo movimento globale per porre fine alla povertà.
Le politiche in risposta ai limiti strutturali richiedono interventi simultanei su diversi fronti - unitamente a un maggiore supporto dall’esterno. Vi sono sei insiemi di politiche che possono aiutare i paesi a liberarsi dalle trappole della povertà: investire tempestivamente e ambiziosamente nell’istruzione e nella sanità di base, promuovendo nel contempo l’uguaglianza di genere; aumentare la produttività dei piccoli coltivatori; migliorare le infrastrutture di base; creare una politica di sviluppo industriale; promuovere le forme di governo democratiche e i diritti umani; garantire la sostenibilità ambientale e una gestione urbana solida.
Ciascun paese deve diagnosticare in modo sistematico quanto gli occorrerà per raggiungere gli Obiettivi. Tale diagnosi deve comprendere le iniziative che i governi dei paesi poveri possono intraprendere, come la mobilitazione di risorse fiscali interne, la riallocazione della spesa a favore dei servizi di base, il ricorso a finanziamenti e all’esperienza dei privati e l’introduzione di riforme della gestione economica. Tutto ciò lascerà ancora un’ampia lacuna di risorse che sarà compito dei governi individuare. Per colmarla, serviranno cooperazione finanziaria e tecnica supplementari da parte dei governi ricchi, compresi finanziamenti dei costi ricorrenti, una più consistente riduzione del debito, un miglior accesso ai mercati e un aumento dei trasferimenti di tecnologie. Nulla di tutto questo potrà essere possibile a meno che tutti i paesi, ricchi e poveri, si assumano le proprie responsabilità verso le migliaia di persone povere del pianeta. Si deve imporre la coerenza. Mantenere gli impegni presi. In tal senso la società civile internazionale i mezzi di comunicazione sociale hanno un importante compito nel promuovere attività di advocacy che facciano si che aumenti la consapevolezza e si riesca a mantenere gli impegni presi nei diversi vertici internazionali. |
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